La Fortuna non è un dispositivo di sicurezza (cit.)

A confermare questa citazione sono le statistiche degli incidenti sul lavoro.
Sono i rischi di lavoro “casalingo” ed hobbistico, che provocano infortuni di cui solo una minima parte viene registrata, di cui invece, purtroppo, non si parla mai abbastanza. Eppure basta l’esposizione ai vapori della varichina, comunemente usata per le pulizie, per smacchiare panni e per trattare le muffe, per rischiare una pericolosa intossicazione.
Per quelli che non conoscono ancora bene le potenzialità di utilizzo dei DPI, per lavoro, hobby e semplici lavori domestici appunto, abbiamo raccolto alcune utili informazioni dalla casa produttrice di dispositivi di nostra fiducia.
Riguardo agli aspetti legislativi, che tutelano i lavoratori dall’esposizione ad eventuali rischi, è il Testo Unico sulla Sicurezza e sul Lavoro, D.lgs 81/08 che dà una definizione precisa di questi dispositivi di protezione individuale, esattamente all’art. 74 comma 1, che li definisce con questa descrizione: “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.”
La legge regolamenta anche le modalità di protezione in base al tipo di rischio, obbligando il lavoratore al corretto utilizzo dei dispositivi indicati per proteggerlo, pena sanzioni salatissime. E’ prevista la formazione obbligatoria per gli RSPP e per gli operatori che lavorano con agenti inquinanti. La legge però non affronta assolutamente il problema degli inquinanti e di materiali e sostanze utilizzate durante le pulizie, lavori domestici, manutenzioni particolari ed hobby.
DPI: i più utilizzati
Statisticamente parlando, pur escludendo i numeri degli operatori del settore sanitario e l’utilizzo comune delle mascherine usa e getta a cui siamo ormai abituati per l’emergenza Covid 19, nella nostra terra, famosa per la produzione di grandi vini e per altre eccellenze enogastronomiche, è il settore agricolo che in determinati periodi dell’anno richiede determinati tipi di lavoro; quindi i DPI più utilizzati sono i facciali filtranti nelle diverse tipologie.
Sono infatti i cantinieri, i loro collaboratori e gli addetti ai trattamenti nei vigneti a farne più uso; seguono poi gli operatori dell’industria chimica e meccanica, che hanno a che fare con sostante tossiche e particolato.
Riguardo ai dispositivi filtranti di maggiore utilizzo, oltre alle mascherine monouso che conosciamo abbastanza bene ormai, possiamo inoltre elencare: le maschere a pieno facciale e le semimaschere , entrambe corredate di filtri speciali removibili ed intercambiabili in base al diverso tipo utilizzo. Non entro in merito ai dettagli che riguardano questi importantissimi dispositivi, ma per riassumere, possono variare in base al tipo di contaminante da filtrare ed alla loro concentrazione nell’ambiente.
Ci sono filtri specifici per singoli tipi di contaminanti, come per la polvere, i fumi e le nebbie, gas, anidride carbonica ed anche speciali filtri combinati, se è necessario proteggersi da più contaminanti presenti nello stesso ambiente.

Insieme a questi, vengono impiegati altri tipi di dispositivi di protezione, come le utilissime visiere in policarbonato o acetato e relativi accessori, occhiali a mascherina, con fascia elastica regolabile e montatura in pvc, visiere e maschere per saldatori.
Ultime ma non meno importanti, tra le più utilizzate dai trattoristi, sono le cuffie antirumore, con vari accessori (kit igenici), e le tute monouso, utilizzate soprattutto durante i trattamenti antiparassitari, ma disponibili in diverse tipologie, anche con copricapo e copripiedi.

Mascherine Monouso
Cominciando dal prodotto più utilizzato da tutti, le mascherine monouso, che come tutti sanno, non vanno indossate per più di un turno di lavoro, il loro impiego può essere veramente molto vario ed è importante fare molta attenzione nello scegliere la tipologia giusta in base agli inquinanti. Abbiamo quindi estrapolato per voi una tabella molto utile dove potete trovare informazioni su: ffp1, ffp2 ed ffp3. Il loro utilizzo assicura la protezione contro particolati solidi (polveri) e liquidi (nebbie).
Ogni tipologia ha un efficacia diversa, contraddistinta dalle seguenti sigle,
riconoscibili dal colore dello stringinaso e dell’eventuale valvola di espirazione:
FFP1 – efficienza maggiore o uguale 80% (giallo)
FFP2 – efficienza maggiore o uguale 94% (azzurro)
FFP3 – efficienza maggiore o uguale 99% (rosso)


FFP1
Se siete soggetti allergici e di conseguenza avete problemi durante i periodi delle diverse fioriture, che in genere iniziano durante la stagione invernale con quelle dei cipressi, leggendo la tabella che abbiamo condiviso, scoprirete che le mascherine FFP1 sono indicate per filtrare pollini.
Indossarle potrebbe essere di grande aiuto per alleviare il problema grazie alle potenzialità di filtraggio allergeni.
Altri utilizzi indicati per FFP1? Protegge da aerosoli inerti in concentrazione. Viene inoltre utilizzata da chi lavora il Ferro, lo Stucco ed anche chi ha che fare con Ruggine e Calcestruzzo.
FFP2
Molti di noi le hanno utilizzate solo con l’entrata in vigore delle disposizioni di legge per affrontare la pandemia.
Protegge da aerosoli di media tossicità in concentrazione fino a 10 volte il TLV.
Per chi non conosce il significato di questa sigla, TLV sta per Threshold Limit Value
Sono indicate nel caso di muffe, spore, fumo, legno, acciaio, cemento, fibra di vetro ed altri minerali;
sono inoltre utilizzate dai saldatori e per lo smaltimento di amianto (con <150.000 fibre per m3)

FFP3
Per avere una protezione maggiore servono le FFP3
infatti sono indispensabili per l’utilizzo di pesticidi, per la verniciatura a spruzzo,
vernici ad acqua, vernici antiruggine, acciaio inossidabile e cromature
e per gli addetti allo smaltimento di amianto (con >150.000 fibre per m3)
Tutte e tre le tipologie di mascherine monouso, che possiamo fornirvi in confezioni di minimo 12 o 20 pz,
sono costituite da una conchiglia anatomica termoformata, multistrato, che consente una filtrazione progressiva ed un confortevole contatto con la pelle. L’aderenza sul viso è assicurata da una doppia bardatura elastica e dallo stringinaso.

Per terminare, introduciamo solo alcuni tra i DPI più utilizzati nella zona dagli operai agricoli e nelle cantine.
Le Semimaschere – Dispositivi Facciali Filtranti
Per chi vuol utilizzare dei dispositivi durevoli ed avere anche la possibilità di cambiare solo i filtri in base al loro utilizzo per tipologia di inquinante e per classe, le semimaschere sono i DPI ideali. Disponibili in materiali diversi: EPDM ed in silicone, possono essere corredate di filtri speciali per trattamenti fitofarmaci e possono essere dotate di respiratore per la verniciatura a spruzzo ed il giardinaggio.


Caratteristiche delle Maschere e delle Semimaschere:
• I materiali costitutivi non provocano allergie o irritazioni.
• Adattabilità a qualsiasi tipo di viso con ottima tenuta (circa 99,5% in media).
• Bassa resistenza respiratoria (< 1,2 mbar all’inspirazione, < 2 mbar all’espirazione, a 160 l/min).
• Ridotto spazio morto, molto inferiore al massimo consentito.
• Buona resistenza alla fiamma e autoestinguenza.
• Rapidità di indossamento e disindossamento.
• Lunga conservabilità, elevata resistenza all’ozono delle mescole di gomma e impiego di resine
sintetiche idonee all’esposizione sia basse che alte temperature e insensibili all’umidità, conformemente alle norme Europee.
• Facilità di manutenzione, lavaggio e disinfezione.
• Compatibilità con l’uso di occhiali
Possono essere acquistate con kit completo di filtri. A seguito trovate due esempi:
Semimaschera con respiratore per agricoltura e giardinaggio, in confezione
blister, costituito da una semimaschera di taglia universale, completa di 2 filtri
combinati 200 A2P3 R D.
Semimaschera con respiratore per verniciatura a spruzzo e giardinaggio, in confezione blister, costituito da una semimaschera di taglia universale, completa di un filtro combinato 230 A1P1.

I Guanti da lavoro
Questi dispositivi di protezione sono disponibili in materiali diversi a seconda del campo di applicazione.
Per chi lavora nel settore dell’alimentazione, nell’Industria meccanica, chimica, metallurgica ed in tutte le applicazioni che richiedono una maggior resistenza ad oli, grassi, acidi e quindi hanno a che fare con Oli, grassi animali e vegetali, è consigliato l’utilizzo di guanti in Neoprene.
Per coloro che lavorano nell’industria meccanica, grafica, chimica, petrolifera. a contatto con oli, solventi, pesticidi, combustibili e quindi lavori
sono consigliati i guanti in nitrile.
I Guanti in pelle invece hanno un utilizzo più in larga scala per gli operai agricoli, forestali, i falegnami e gli hobbisti .
Vi abbiamo dato solo una brevissima anteprima dei DPI che possiamo fornirvi, quindi se volete maggiori informazioni sugli altri dispositivi di protezione, sui relativi accessori, armadietti contenitori ed altri prodotti, scriveteci a: ufficiovendite@masimarmi.it